L’AESI nel mondo: un miracolo di diplomazia accademica che getta le basi per la pace tra i popoli ed il dialogo interculturale

Ci tengo a mostrarvi un breve video che racconta le attività di cooperazione con le forze armate ed i nostri diplomatici che l’AESI ha svolto negli anni. Dirò solo poche parole perché poi vedremo questo video che riassume un po’ il lavoro di tanti anni partendo dai Balcani, nel quale abbiamo operato col Generale Catena, col Generale Camporini e poi tanti di voi, che non si contano. Questa esperienza l’abbiamo trasmessa nel Medio Oriente, e qui saluto l’Ambasciatore Talò e l’Ambasciatore Checchia, che sono stati protagonisti in Israele e in Libano, e ci hanno aiutato tantissimo in momenti di particolare difficoltà.

Dovete sapere che quello che vedrete adesso è il lavoro di tanti anni, ma anche recentemente è stato possibile ricevere in Italia gli studenti israeliani per un evento dedicato alla cooperazione interuniversitaria, proprio grazie alle rassicurazioni che l’ambasciatore Talò ha saputo fornire alle autorità israeliane circa l’invio degli studenti in un momento in cui qui c’erano (e continuano ad esserci) pericoli per quanto riguarda la sicurezza a causa degli attentati in Europa. I rettori avevano deciso di non mandare più gli studenti, e questa è una situazione paradossale. Non riuscivo a convincerli e lui mi ha aiutato attraverso la nostra ambasciata e abbiamo riaperto un dialogo. Adesso sono orgogliosi di fare attività di sicurezza con noi, sperando che tutto vada bene. Ci sono pure i problemi palestinesi che sono legati alla loro situazione locale. Però l’Ambasciatore Checchia in Libano ha aiutato moltissimo il dialogo tra la parte cristiana e musulmana, anche promuovendo attività di carattere accademico.

Saluto anche il Generale Federici con cui abbiamo visitato in maniera ufficiale pochi mesi fa quell’università, e forse era la prima volta che entrava in quel contesto. Vi mostreremo dunque tante realtà che hanno collaborato tra loro e vedrete in questo video una sintesi di tutto quello che facciamo insieme dando un contributo anche nelle relazioni tra le varie università italiane.

Io vorrei dirvi che quello che vedrete è un miracolo di diplomazia accademica fatto con aiuto di tutti. Vi chiederete come sia possibile che ci siano siriani di Damasco insieme a studenti israeliani. A questo proposito devo ringraziare tre di voi dell’AESI ai quali ho chiesto il favore di aiutarmi, perché da solo non potevo farcela: Michele Pavan, Camilla Frezza e Giulia Perugini. Loro hanno accolto le delegazioni e hanno cercato di capire le difficoltà: pensate alle difficoltà dei palestinesi e alle situazioni con gli israeliani. Ma sapete perché ad esempio da Damasco sono venuti? Perché il rettore che noi conoscevamo all’epoca ha capito l’importanza di questa cosa e quindi è riuscito a coinvolgere un’altra università di Damasco, tramite il rettore di questa università che era stato suo studente. È grazie a uomini come lui, uomini di grande levatura che pur avendo dismesso il proprio ruolo istituzionale, continuano a portare avanti l’attività di cooperazione ufficiale mandando studenti in questo contesto multietnico e multiculturale. Rischia un po’, ma questa è la nostra diplomazia, il nostro valore, che ci consente di fare un gran lavoro.