Introduzione

Ringrazio il direttore, il Generale Ranieri dello ISSM, una delle importanti realtà del CASD, per il saluto che ci ha portato. Saluto anche il presidente; ormai abbiamo una collaborazione stabile che prosegue con notevole entusiasmo.

Poco fa, discutendo con il Generale Federici di queste attività, ci siamo chiesti cosa ne pensassero i giovani. Io direi che i giovani dicono che sono presenti, che sono qui desiderosi di ascoltare e sta a noi aiutarli a diventare parte attiva della nostra società civile. L’AESI può vantare di avere tra i suoi fondatori un Consigliere di Ambasciata nell’Ambasciata Italiana in Canada, Fabrizio Nava, un altro Consigliere di Ambasciata in Spagna a Madrid, ed un altro in Gran Bretagna a Londra, e presto ci auguriamo che possano diventare Ambasciatori. Il nostro compito è questo.

Ieri eravamo in consultazione col Comando NATO Interforze, con l’ammiraglio Foggo. L’abbiamo incontrato al Pentagono l’anno scorso e quest’anno è stato incaricato del Comando NATO; ha dunque un ruolo importante e lo andremo a trovare il 4 giugno. Tutto questo a che serve? Nelle prossime settimane saremo negli Stati Uniti, e la gente è entusiasta di queste attività sia per noi, sia per quello che possiamo fare. Quello che serve è capire che ci ritroviamo in un momento difficile della nostra comunità internazionale, dove prevalgono gli individualismi che sono sempre stati un disastro, mentre sarebbe importante formare voi giovani per lavorare assieme.

Vi racconto di un episodio di quando mi trovavo all’Università di Harvard a fare una visita nei rettorati delle università americane, dopo aver visitato quelle inglesi, tra cui Oxford. Ero ad Harvard in una grande sala, in cui c’era un professore polacco che continuamente ad un gruppo di gente che veniva da tutto il mondo diceva: “competition, competition; good results”. La sintesi era questa. Ad un certo punto non ce l’ho fatta più e ho alzato la mano e ho chiesto al docente che parlava se fosse realmente convinto che a forza di fare ‘competition’ si potessero avere buoni risultati. Ho argomentato che forse sarebbe meglio se, pur mantenendo uno spirito competitivo, aiutassimo la gente a trovare la migliore soluzione ad ogni problema in maniera solidale e cooperativa. Pertanto io parlerei più di cooperazione che di competizione (è quello che andremo a dire con i nostri studenti negli Stati Uniti). Tutti furono contenti, ma lui non fu molto contento di questo intervento.

Il problema è che si formano i giovani ad una competizione spietata, perché si dice che se c’è competizione con esclusione dell’altro, il risultato è buono; elimino i bravi e realizzo progetti con i migliori. È sbagliato, e dobbiamo lavorare insieme non per livellare le aspirazioni in basso, ma per portarle tutti insieme ai più alti livelli. Ci saranno le eccellenze che ci aiutano a fare le cose in un certo modo, e lo dico qui perché questo è un istituto di formazione, ed è importante questo. Purtroppo noi stiamo scimmiottando i peggiori in campo accademico. Le università europee dovrebbero avere più dignità, perché la ricchezza di umanità e di storia su certi punti andrebbe rivalutata e non buttata via. La rottamazione purtroppo è una cosa brutta, ed io non rottamo nessuno perché tutti possono dare un contributo importante. Qui abbiamo nella presidenza una persona che ha quasi novant’anni, vicepresidente del parlamento italiano e onorevole, e quando parla lui non vola una mosca. Avete sentito l’onorevole Azzaro, e avete potuto apprezzare la sua autorità. Non ha denigrato nessuno, non ha rottamato nessuno.

Carissimi generali, ufficiali e amici delle forze armate, l’umanità del soldato italiano a me piace sempre ricordarla. In questi anni grazie al Generale Camporini, e grazie a quello che ho visto con loro che ci hanno aiutato, posso dire che l’umanità del soldato italiano non è quella di uno sprovveduto, ma è quella che la gente in situazioni di crisi auspica e desidera, a partire dal generale per arrivare fino al soldato. Pertanto non trasformate i nostri soldati in Rambo, perché non ci interessano interventi siffatti. Efficienti sì, tecnologicamente preparati, pronti a tutto sì, però non Rambo. Noi non dobbiamo anche a livello militare imitare le cose peggiori. Questo è importante ragazzi, perché come l’accademia sbaglia, sbagliano anche le altre istituzioni e così anche la diplomazia. Università, diplomazia e forze armate devono imitare modelli di persone che sono esperte in quanto tali e non esperte in competizione per scavalcare gli altri. Grazie.