L’impegno dell’Unione Europea per lo sviluppo dell’America Latina

La volontà dell’UE di affermarsi quale attore internazionale in grado di estendere la propria influenza positiva e promuovere la crescita dei paesi in via di sviluppo secondo i principi democratici, spinse le istituzioni europee alla conclusione di diversi accordi di cooperazione con paesi terzi. Questo obiettivo diede vita ad un lungo percorso iniziato con il processo di decolonizzazione degli anni ‘60 e rinforzato a seguito della fine della Guerra Fredda. Nel 1992 venne istituito il programma America Latina e Asia (ALA)[1] al fine di sostenere il progresso economico e sociale dei paesi dell’America Latina e dell’Asia nel rispetto delle loro libertà fondamentali. L’interesse alla base fu quello di favorire iniziative di aiuto finanziario, economico e tecnico verso i paesi che non rientravano tra i firmatari della convenzione di Lomé del 1975. Come chiarisce lo stesso articolo 1 del regolamento a base dell’ALA, la Comunità avrebbe attribuito:

importanza fondamentale alla promozione dei diritti dell’uomo, al sostegno dei processi di democratizzazione, ad una gestione pubblica corretta, efficiente ed equa, alla tutela dell’ambiente, alla liberalizzazione degli scambi e al rafforzamento della dimensione culturale, attraverso un sempre più intenso dialogo sulle questioni politiche, economiche e sociali nella prospettiva del reciproco interesse.[2]

A sostegno della necessità di procedere ad una cooperazione indissolubilmente legata al rispetto di tali principi, il Consiglio europeo assegnò alla Comunità la possibilità di modificare o sospendere gli accordi presi con uno dei paesi terzi in caso di violazione degli stessi principi. Inoltre la forma di aiuti a fondo perduto che la maggior parte delle iniziative del programma avrebbero assunto indica chiaramente l’intenzione da parte dei promotori dell’ALA di voler incidere in maniera positiva e profonda sull’economia del paese beneficiario, senza gravarlo con la creazione di un debito insostenibile. A seguito di questa prima importante iniziativa seguirono numerose altre; attualmente la Direzione Generale della cooperazione e lo sviluppo internazionale della Commissione europea si occupa della maggior parte delle iniziative in tale ambito.

Il ruolo che l’UE riveste in America Latina risulta essere determinante, negli ultimi anni infatti questa si è affermata come primo partner commerciale e primo esportatore nel mercato del MERCOSUR. Questo forte legame commerciale tuttavia non è spesso sostenuto da un altrettanto consistente programma di cooperazione e sviluppo della regione. La forte protezione garantita dai governi europei ad alcune multinazionali è infatti causa di un intenso sfruttamento delle risorse naturali, con conseguenze ambientali e climatiche drammatiche tanto da costituirsi come una delle cause della migrazione forzata delle popolazioni locali. L’UE dovrebbe assumere una funzione più incisiva nelle battaglie che l’America Latina sta combattendo, in primo luogo l’abbattimento della povertà e della disuguaglianza, nonché presentarsi come un modello valido per la creazione di istituzioni trasparenti e democratiche.

Il vertice EU-CELAC[3] del 2017 si aprì con la speranza che l’UE fosse in grado di sviluppare relazioni più eque con l’America Latina, attraverso politiche commerciali rispettose della protezione dei diritti umani e dei principi di sviluppo locali. Il parere delle reti di associazioni no profit interessate allo sviluppo sostenibile dell’America Latina guarda all’UE come ad un importante attore internazionale in grado di incidere positivamente nella regione. Sono dunque molte le richieste di maggiore attenzione alla creazione di relazioni commerciali nel rispetto dei diritti civili delle popolazioni locali. La preoccupazione delle ONG latino americane per le relazioni UE-CELAC si esprime congiuntamente nell’associazione La Mesa de Articulación che infatti critica duramente l’atteggiamento dei paesi europei focalizzati esclusivamente sugli interessi economici, a livello bilaterale, piuttosto che su una riqualifica della situazione sociale della regione. Considerazioni di questo tipo rinforzano l’idea che l’UE debba imporsi in maniera più incisiva in questo ambito, e come la cornice europea sia fondamentale per garantire la stipulazione di accordi solidali rispettosi dello sviluppo sostenibile dell’America Latina.

Il fallimento dell’incontro MERCOSUR-UE dello scorso marzo del 2018 evidenzia la forte difficoltà tuttora presente nel legare questi due mercati, nonostante la loro forte ed evidente interdipendenza. La speranza comune è che questo fallimento non rappresenti un freno per le politiche comuni finalizzate alla realizzazione di programmi di cooperazione e crescita nella regione.

Il cammino verso un processo di cooperazione tra questi due importanti attori internazionali è ancora molto lungo, ma dal 1992 sono stati compiuti passi importanti. Pur tenendo in considerazione gli effetti positivi che l’UE è riuscita ad imprimere attraverso queste sue iniziative, questa deve sforzarsi di trovare un sano equilibrio tra politiche commerciali e programmi di sviluppo internazionale. Solo attraverso il raggiungimento di questo traguardo l’UE sarà effettivamente in grado di ergersi a livello internazionale come promotrice e garante della crescita sostenibile dei paesi in via di sviluppo, nel rispetto della tutela ambientale e della protezione dei diritti umani.

[1] I paesi destinatari del programma ALA erano: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela per l’America Latina; Afghanistan, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Iran, Yemen, Oman, Qatar, Kuwait, Bangladesh, Brunei, Bhutan, Cambogia, Filippine, India, Indonesia, Laos, Malesia, Maldive, Nepal, Pakistan, Repubblica popolare cinese, Singapore, Sri Lanka, Tailandia, Vietnam per l’Asia.

[2] Regolamento n.443/92 del Consiglio europeo del 25 febbraio 1992.

[3] Comunità di Stati latinoamericani e dei Caraibi.

Riferimenti Bibliografici

CONCORD. 2015. Mutual engagement between Eu delegations and civil society organisations.
EU-CELAC. 2015. Brussels Declaration, “Shaping our common future: working together for prosperous, cohesive and sustainable societies for our citizens”.
European action external service. 2018. Latin America and the Caribbean.
Montoute, Annita, Andy Knight, Jacqueline Laguardia Martinez, Debbie Mohammed, e Dave Seerattan. 2017. The Caribbean in the EU-CELAC Partnership, Germany:EU-LAC Foundation.
Rhi-Sausi, Josè. 2008. Programma di cooperazione con i paesi dell’America latina e dell’Asia.
Sanahuja, Jose Antonio, Sergio Tezanos Vazquez, Alejandra Kern, e Daniela Perrotta. 2015. Beyond 2015: Perspectives and proposals for development cooperation between the European Union and Latin America and the Caribbean, Germany: EU-LAC Foundation.