Com’è l’Europa oggi e come dovrebbe essere? La necessità di interrogarsi sul presente e sul futuro dell’Europa

Buonasera a voi tutti, buonasera Amb. Varvesi, buonasera ragazzi, sono Vittorio Calaprice, lavoro qui alla rappresentanza in Italia della Commissione Europea che ospita ormai da tanti anni incontri dell’AESI e di varie associazioni, centri di studi e un po’ l’insieme della società civile, politica che si occupa di Europa. Essa  è infatti una parte fondamentale della nostra azione.

Ho il compito di aprire portando i miei saluti a questa iniziativa e aggiungerò solo un mio piccolo contributo perché è il punto su cui discutere; la solidarietà e l’economia solidale è parte della vostra analisi di questo pomeriggio. La parola “solidarietà” è ripetuta 16 volte nel trattato di Lisbona: è un numero, però è indicativo di come dai padri costituenti, ai nuovi legislatori, si è voluto mettere in evidenza come il DNA dell’Unione Europea sia legato alla solidarietà, ad un’azione inclusiva. Come questa poi si sia tradotta in politiche, come questa poi si sia tradotta in legislazioni verrà analizzato. Certo è che, a mio parere, uno di quei valori fondanti in cui oggi l’impegno trova indicazione, anche di chi crede nell’Europa e fa della contraddizione tra fatti e valori un aspetto della propria azione. A volte ci si chiede “quo vadis Europa?”, ecco, dove va questa Europa? Viviamo tempi di incertezza economica, di instabilità politica, viviamo il tempo della paura.  Occupandomi  di Europa da più di 20 anni a vario titolo e da 10 anni nell’Europa “burocratica” nella Commissione, con l’Italia, ho avuto il privilegio di seguire tanti seminari, di aver incontrato centinaia di ragazzi, e non vi nascondo che per me vedere ragazzi che si impegnano, che fanno di questa bussola che è l’Europa il proprio campo di studi, mi dà sicuramente una seria speranza su cui anche noi piccoli burocrati puntiamo. Quindi ben vengano queste iniziative.

Ho avuto poco fa un proficuo scambio di opinioni e idee con l’ambasciatore Varvesi, e il mio invito è quello di cogliere l’occasione per mettervi direttamente in gioco, vedere in che termini voi stessi possiate contribuire anche al processo d’integrazione Europea, perché in qualche modo questa contraddizione tra fatti e valori oggi è evidente: tra i fatti, cioè l’Europa com’è oggi, e i valori, cioè l’Europa come dovrebbe essere. Questo è un po’ il punto su cui ci si sta interrogando, lo vedrete in tutti i media, sperimentanti nell’insoddisfazione dei cittadini che forse vogliono, come si dice, un’Europa diversa, o un’Europa migliore, e quindi capire quali sono le basi di questa costruzione, che noi chiamiamo Unione Europea, quali siano gli elementi costituenti è fondamentale.

Da responsabile dell’Eurobarometro in Italia è  evidente questa contraddizione. Gli Italiani credono nella moneta europea, nell’Euro in maggioranza, ma hanno fatto passi indietro nell’appartenenza come cittadini Europei, si sentono meno cittadini Europei. Gli Italiani sono pragmatici in questo: capiscono che dall’Euro non si può uscire, però non hanno più quel forte senso di appartenenza, siamo diventati uno dei paesi meno europeisti dell’Unione Europea. Lo eravamo in maniera leggera, adesso vi è un antieuropeismo che si costruisce anche in maniera dottrinale, e le notizie, anche degli ultimi risultati delle elezioni mostrano questa “involuzione”, in certi termini, di questi principi.

Ecco, di fronte a tutto questo i temi che state affrontando sono sicuramente utili per capire in che termini esprimere le vostre idee e dare il vostro contributo.

Uno dei momenti più originali del processo di integrazione europea sotto il profilo legislativo è che qualsiasi cittadino può partecipare a quelle che si chiamano le “consultazioni pubbliche”, cioè, quando si apre un processo legislativo, in ogni proposta di legge la Commissione, seppur in maniera un po’ tecnica si interroga su cosa ne pensano i soggetti interessati, pensate alle proposte di legge in campo ambientale.

Negli ultimi mesi ci sono state richieste molto rilevanti sulle consultazioni pubbliche, di cui una molto importante sul futuro del budget dell’Unione Europea e le programmazioni settennali. Si sta già discutendo sul “post”, e hanno chiesto ai cittadini, ai c.d. stakeholders, portatori di interessi, ma anche alle Università, ai Centri di studi, agli enti locali che modello di Europa si vuole, che tipo di budget si preferisce per l’Unione, perché il budget finanzia le politiche. Occorre chiedersi allora che tipo di politiche vogliamo attivare per il futuro post 2020?

Ci sono nuove politiche importanti: le politiche legate alla difesa, che sono politiche da rafforzare, tutto ciò che è digitale oggi, lo vedrete e lo sentirete domani in occasione del “Digital day”: il grande evento a Bruxelles sui temi del digitale, quindi legati all’intelligenza artificiale, ai big data ecc. Le politiche nuove sono legate anche all’innovazione, al rafforzamento del programma più grande di ricerca che abbiamo nel mondo “Horizon 2020”, l’Unione Europea ha il più grande programma di ricerca al mondo: 80 miliardi di euro, ancora insufficienti. Insomma su questi temi ci si interroga, voi vi interrogate in una dimensione internazionale che vi dà ancor più elementi, anche di complessità del sistema: basta allargare questo orizzonte al di là dei confini Europei, e vi rendete conto di quanto il mondo sia complesso, di come stiamo attraversando un momento storico di grande preoccupazione, però abbiamo degli strumenti per poter essere uniti nelle avversità, per poter trovare quella base di intenti per incidere su queste politiche. Anche queste iniziative sono utili, vi mettono in contatto e devono suscitare in voi una capacità proattiva, cioè a quel punto, cosa posso fare? In che modo posso portare il mio contributo al processo di integrazione Europea? Si può fare, attraverso gli studi, attraverso queste bellissime iniziative, e da parte nostra siamo disponibili ad accogliere le vostre idee, in modo da sostenerle per quanto è possibile, e vi auguro in questo senso un buon lavoro. Ringrazio l’ambasciatore Varvesi per promuovere costantemente queste iniziative.