Nuovo Peacekeeping: Cooperazione tra Diplomazia, Forze Militari ed Università

Oggi le crisi che il mondo deve affrontare sono molteplici e gli Stati Uniti non intendono più rivestire il ruolo di gendarme del popolo, da quando l’ascesa di Trump ha comportato la diminuzione dei fondi per la difesa. Possiamo facilmente ricondurre le attuali crisi internazionali a tre fasi principali:

1. Incubazione delle tensioni: si tratta di una fase delicata, tale che se le tensioni non vengono depotenziate potrebbero sfociare in un conflitto. In questa fase è fondamentale l’azione diplomatica e universitaria. È importante dare fiducia ai giovani.

2. Conflitto: quando il conflitto è inevitabile è necessario almeno esercitare una adeguata pressione sulle istituzioni per scongiurare il verificarsi di casi come Srebrenica e Ruanda.

3. Ricostruzione: si tratta della fase più importante per assicurare la pace, ed anche in questo caso è necessario un ruolo attivo delle istituzioni per costruire e mantenere la pace.

Siamo in una fase della storia in cui l’ordine internazionale sta scricchiolando e mostra pericolose fratture, senza contare che la forza delle armi va sempre più caratterizzandosi per la potenza distruttiva e molecolare. I giovani oltre ad essere portatori dell’avvenire hanno la responsabilità di sviluppare le proprie capacità di progettazione per guardare con consapevolezza alle sfide presenti e proporre nuove e ci auguriamo, durature soluzioni di pace.