Indirizzo di Saluto

Ho colto con favore l’iniziativa promossa da AESI volta ad analizzare le operazioni di peacekeeping e peacebuilding, un complesso di attività che nell’ultimo ventennio è divenuto uno dei maggiori impegni per le forze armate italiane. Tale evoluzione non ha messo in secondo piano le tradizionali attività militari, centrali al fine di promuovere il nostro interesse nazionale.

La complessità dello scenario geostrategico odierno rende necessaria l’adozione di un “comprehensive approach”, tale che le forze armate siano una opzione da considerare sinergicamente in armonia con le forze diplomatiche, economiche e finanziarie. Non solo, l’implementazione di un tale approccio, ha favorito l’ampliamento del bacino di attitudini afferenti alla componente militare per includere anche l’empatia e la propensione al dialogo.

Empatia e propensione al dialogo sono il nerbo del cosiddetto “Italian Way” nei contesti di conflitto, ed i nostri militari non mancano di coltivare queste fondamentali attitudini. Lo sviluppo di tali competenze è avvenuto in sinergia con il mondo accademico, al punto che la cooperazione tra forze armate e università è divenuta una preziosa ed imprescindibile risorsa al servizio del Paese e della collettività nazionale e internazionale.