Missioni di Pace: Lessons Learned

Darfur, Medio Oriente, Asia Centrale, Mare Meridionale della Cina è legittimo chiedersi se sia possibile che dopo la nascita dell’ONU e dopo innumerevoli tentativi di sedare o prevenire i conflitti ci troviamo, ancora oggi, a combattere?

Vi sono almeno sette lezioni che abbiamo imparato dalle molteplici missioni di pace che sono state portate avanti in questi anni e che hanno visto un utile dialogo tra diplomazia, forze militari e accademia:

  • la prevenzione dei conflitti è molto meglio compresa oggi di quanto non lo sia stata in passato;
  • non è possibile fare un’analisi unica delle situazioni di crisi poiché ogni conflitto ha le sue specificità;
  • molti conflitti presentano un andamento ciclico e avvengono laddove si sono già verificati. L’azione di stabilizzazione sembra non essere mai sufficiente
  • nella prevenzione non basta usare una strategia unidirezionale e unidimensionale. Oggi abbiamo moltissimi strumenti a disposizione e bisogna usarne diversi al fine di demolire le cause di un conflitto;
  • oggi siamo più consapevoli di quanto sia difficile ottenere risorse adeguate allo svolgimento delle missioni di pace. Ad esempio lavoriamo molto poco in termini di creazione delle condizioni che possano ridurre il numero di coloro che attenterebbero alla società civile;
  • oggi possiamo beneficiare di istituzioni più efficienti;
  • ed infine abbiamo compreso che è inutile cercare di precipitarsi su obiettivi momentanei, se non si ha bene in mente la geografia dei luoghi che caratterizzano tali obiettivi, un insegnamento che ci viene da Quinto Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore. La volontà politica deve necessariamente poggiarsi sulla valutazione degli interessi nazionali e regionali che sono in parte determinati dalla geografia.