"Qual è Oggi il Problema dei Diritti Umani? Non Semplicemente Individuare Chi li Violi, ma Rileggere la Carta dei Diritti Umani ed Attuarla"

Nell'ottobre 1993, una settimana dopo i quindici anni del suo pontificato, Giovanni Paolo II rilasciava un'intervista a un giornalista polacco. Alla domanda "Qual è stato il suo ruolo nella caduta del muro di Berlino?" il Papa così rispondeva: "Il mio ruolo non è stato importante, ma è stato importante il ruolo del cristianesimo, che è un principio da disseminare in quanto esso è rappresentativo dei diritti umani, così come va ribadito il principio della libertà religiosa (la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani contiene in larga parte anche questo). Il comunismo non è caduto per motivi economici, ma si è andati incontro a dei pilastri della società: i diritti umani (Quelli cui si fa riferimento sono: la libertà religiosa e la libertà dell'individuo, che la Dichiarazione sancisce fino all'art. 21 della Carta)."

Proseguendo nella propria intervista, il giornalista, facendo presente che il comunismo fosse caduto a causa della presenza dei diritti umani, chiedeva, comunque, a Giovanni Paolo II perché, dal punto di vista economico, avesse avuto una così larga presa. Giovanni Paolo II, mettendo a confronto Leone XIII e Marx, sosteneva che il successo del comunismo derivasse da una reazione al capitalismo eccessivo e selvaggio. In particolare, Papa Leone XIII ebbe a sostenere che vi erano comunque degli aspetti del comunismo positivi, come il rispetto del lavoratore e della sua dignità e che non dovevano andare persi. Di conseguenza si considerava legittimo criticare il sistema totalitario comunista in un'ottica in cui un confronto vivo e oggettivo si rendeva necessario, nella misura in cui anche il consumismo sfrenato del capitalismo, che sembrava aver vinto, aveva caratteri in evidente disaccordo tanto con i principi cristiani, quanto con i diritti umani ad essi evidentemente connessi.

Da questo si ricava che è necessario riaffermare la seconda parte della Carta di Diritti Umani. Formalmente, infatti, c'è un riconoscimento dei diritti individuali della persona (in alcuni casi non vi è libertà religiosa, di parola, associazione...), ma è il problema della libertà economica e dei diritti collettivi che vengono meno nel nostro mondo globalizzato e individualista. Il discorso non è isolato al mondo capitalista occidentale perché anche nell'ambito della Federazione Russa troviamo forze contrapposte al tentativo di piegare l'uomo con la violenza. Importante dunque il riconoscimento, tra i diritti umani, anche dei diritti collettivi, e per questo risultava sbagliata la loro mortificazione per seguire le regole capitalistiche. Come disse lo scrittore Solgenitsin “il pericolo maggiore non è dato da due sistemi alternativi e opposti tra loro, ma dal fatto che nessuno dei due sostiene teorie soddisfacenti”. Due sono in particolare gli errori fatti dai due sistemi: il tentativo di piegare l’uomo con la violenza e la creazione di istituzioni materialistiche che comunque, anche se senza l’uso della violenza, comprimono l’uomo. Qual è, dunque, oggi il problema dei diritti umani? Non è quello di individuare chi li viola o meno, ma è quello di un mondo che deve rileggere la Carta dei Diritti Umani.