Messaggio del Presidente AESI Prof. Massimo Maria Caneva riguardo la Dichiarazione dei 27 Leader dell'Unione Europea del 9 maggio 2019 a Sibiu

DICHIARAZIONE SIBIU 

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/05/09/the-sibiu-declaration/



Nella foto il Presidente della Commissione Europea al termine di un suo intervento a Palazzo Vecchio a Firenze ascolta il Presidente AESI che sottolinea l’importanza della “Solidarietà” nel futuro dell’Unione Europea

Messaggio del Presidente AESI Prof. Massimo Maria Caneva riguardo la Dichiarazione dei 27 Leader dell'Unione Europea del 9 maggio 2019 a Sibiu

Possiamo essere lieti che i 27 Leader dell’Unione Europea a Sibiu abbiano fatto una Dichiarazione ed elaborato 10 impegni che possano aiutare a tener fede a questa comune responsabilità sul futuro dell’Unione Europea, soprattutto alla vigilia delle prossime elezioni europee. E’ vero quando affermano nelle premesse della Dichiarazione che l’Europa “riunificata nella pace e nella democrazia è soltanto uno dei tanti risultati conseguiti. Fin dalla sua istituzione, l'Unione europea, guidata dai suoi valori e dalle sue libertà, ha garantito stabilità e prosperità in tutta Europa, all'interno e all'esterno dei suoi confini. Nel corso degli anni è diventata uno dei principali attori sulla scena internazionale. Con circa mezzo miliardo di cittadini e un mercato unico competitivo, è un leader nel commercio mondiale e determina la politica globale”

Ma purtroppo, quando nella Dichiarazione si parla di unità tra i Paesi dell’Unione Europea e di responsabilità comune sul suo futuro, viene spontaneo affermare che molto c’è ancora molto da fare e che è urgente, come l’AESI da tempo afferma,  che il futuro politico dell’Unione Europea deve avere una sola dimensione umana, sociale e politica: la solidarietà !

Lo vediamo soprattutto in politica estera dell’Unione Europea dove oltre ad essere completamente assente, come nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, in particolare in Siria ed in Libia, non esiste una comune cooperazione a favore della pace, mentre si privilegia da parte di alcuni stati della UE l’interesse per l’accaparramento delle risorse naturali (petrolio e gas) o il dominio della geopolitica di alcune aree di crisi. E non parliamo della vendita delle armi in questi paesi martoriati dai conflitti. Si fanno rilievi di tipo economico da parte delle Istituzioni EU ad alcuni Stati della UE ma nessun rilievo viene fatto a quegli Stati della UE che vendono armi, che sono fonte di egoistiche divisioni in politica estera, etc.

Altro punto della Dichiarazione che fa riflettere è che solo al 7° posto tra gli impegni ci sia la preoccupazione per i giovani ed il loro futuro. Per l’AESI deve essere ai primi posti dei 10 impegni presi tra i Leaders della EU.

Per questo ogni giovane cittadino europeo si deve sentire responsabile nel promuovere una vera cultura della solidarietà a favore della persona umana e del bene comune.  Partendo dall’università e dalla sua formazione.

L’AESI è impegnata in questo progetto di pace e promozione della cultura della solidarietà e rivolge il suo messaggio alle nuove generazioni chiedendo loro di promuovere una nuova Europa partendo dalle sue radici e che conservi la sua identità. Essere cittadini europei significa partecipare a un progetto comune che ci impegna tutti personalmente e che richiede una forte motivazione umana e professionale senza la quale non si riuscirà ad ottenere risultati concreti nella vita di tutti i giorni. L’AESI si adopera affinché tra i giovani la politica ritrovi la sua profonda dimensione antropologica e sia al servizio del bene comune e della verità.

Essere Europei è una sfida alla quale non possiamo rinunciare.

Prof. Massimo Maria Caneva Presidente AESI ROMA 

TRATTATI DI ROMA – DIALOGHI CON FEDERICA MOGHERINI

https://youtu.be/CY87jpH1IWA

 


In the photo the President of the European Commission at the end of his speech at Palazzo Vecchio in Florence listens to the President AESI who underlines the importance of "Solidarity" in the future of the European Union

Comment by the AESI President Prof. Massimo Maria Caneva to the Declaration of the 27 European Union Leaders of 9 May 2019 in Sibiu

We can be glad that the 27 Leaders of the European Union in Sibiu have made a Declaration and elaborated 10 commitments that can help to keep faith with this common responsibility for the future of the European Union, especially near the date of the next European elections.  It is true, when they say in the premises of the Declaration that Europe "reunited in peace and democracy is only one of the many achievements. Since its establishment, the European Union, guided by its values and freedoms, has ensured stability and prosperity throughout Europe, inside and outside its borders. Over the years it has become one of the main players on the international scene. With around half a billion citizens and a competitive single market, it is a leader in global trade and determines global politics"

But unfortunately, when the Declaration speaks of unity among the Countries of the European Union and of common responsibility for its future, it is natural to say that there is still much to be done and that it is urgent, as the AESI has been saying from long time, that the political future of the European Union must have only one human, social and political dimension: solidarity!

We see it above all in the European Union's foreign policy where, besides being completely absent, as in the Middle East and the Mediterranean, particularly in Syria and Libya, there is no common cooperation for peace, while some privilege is given by some EU states the interest in the hoarding of natural resources (oil and gas) or the domination of geopolitics in some crisis areas. And let's not talk about the sale of weapons in these countries ravaged by conflicts. There are economic surveys made by EU institutions in some EU countries but no relief is given to those EU states that sell weapons, which are the source of egoistic divisions in foreign policy, etc.

Another point of the sobering Declaration is that only in the 7th place among the commitments is there concern for young people and their future. For the AESI it must be at the top of the 10 commitments made between EU Leaders.

For this reason every young European citizen must feel responsible in promoting a true culture of solidarity in favor of the human person and the common good. Starting from the university and its formation.

The AESI is engaged in this project of peace and promotion of the culture of solidarity and addresses its message to the new generations asking them to promote a new Europe starting from its roots and preserving its identity. Being European citizens means participating in a common project that engages us all personally and that requires a strong human and professional motivation without which we will not be able to achieve concrete results in everyday life. The AESI strives to ensure that among young people politics finds its profound anthropological dimension and is at the service of the common good and the truth.

Being European is a challenge that we cannot give up.

Prof. Massimo Maria Caneva President of AESI ROME

TREATIES OF ROME - DIALOGUES WITH FEDERICA MOGHERINI

https://youtu.be/CY87jpH1IWA